Intervista a cura di Maria Giovanna Farina

Paolo Pablo Frattini:  il musicista artigiano

 

Intervista al musicista Paolo Frattini, ogni venerdì sera su Rai 2 in seconda serata. Ci racconta come si costruisce il basso…con un occhio alla piccola Viola, sua figlia, a cui è dedicato il nuovo CD in uscita ad aprile

Quando hai sviluppato l’idea di costruirti autonomamente uno strumento musicale?

Ho iniziato a divertirmi costruendo strumenti a 16 anni, forse grazie al fatto che mio nonno era scultore (Angelo Frattini) e mio padre è artista contemporaneo (Vittore Frattini). La magia di creare dei suoni partendo da un pezzo di legno ti fa sentire un po’ “Geppetto”

Cosa ti dà il basso “fatto in casa”?

Iniziamo con i lati negativi: confesso di perdere una parte di “comodità” dello strumento, è chiaro che in fabbrica i bassi elettrici vengono prodotti in serie e sono perfettamente bilanciati e levigati. Il basso “artigianale” (non lo definisco di “liuteria” appositamente per non offendere la categoria dei maestri liutai!) ha chiaramente dei limiti dettati dalla istintività con cui modelli il legno; non ho mai seguito un vero e proprio progetto tecnico (come fanno i liutai appunto)… ogni decisione, problema, scelta estetica vengono affrontati “live”, per questo costruirmi un basso è ogni volta un’esperienza fantastica! Hai dei momenti che sono completamente tuoi e di nessun altro.

Hai collaborato con tanti nomi importanti della musica e del cinema, chi per primo ha creduto in te?
Oscar Lasarte e Ivan Panzeri sono stati sicuramente i miei mecenati, senza di loro non avrei iniziato a produrre i miei dischi dal 2000. Devo poi sicuramente molto della mia esperienza a: Claudio Frascoli, il produttore Giuliano Boursier, il pianista Mauro Banfi (con cui ho iniziato a suonare), Carlo Verdone, Junior Wells, Bassi Maestro, Luca Pedroni e Gianluigi Paragone con cui suono su Rai2 i venerdì sera

Sei musicista jazz e compositore, quale dei due modi di esprimenti ti è più congeniale?
Io non sono un “puro” jazzista, ci sono molti molti molti bassisti e contrabbassisti più bravi di me! Suono un po’ tutti i generi musicali dal jazz al rock più cattivo..dipende dall’evento che si presenta.
Di certo il Basso è la parte centrale della mia espressione: suonare dal vivo, fare lezioni, costruirlo, comporre groove per nuove canzoni, averlo anche vicino per guardarlo…

Quali sono le doti di un buon musicista professionista?
Tenacia, sensibilità, rispetto degli altri musicisti, il difficile sforzo di rimanere equilibrati (impossibile), cercare di proporsi sempre senza essere arroganti ed invadenti, saper riconoscere gli errori, trasmettere agli allievi il divertimento che crea “GIOCARE” con la musica! Credo che solo da noi si dica “SUONARE”, nelle altre lingue troviamo “Play the bass” e “Jouer la basse” ad esempio! Del resto la musica classica impone rigore…per questo non l’ho mai studiata e suonata e mi sono dedicato alla musica classica-americana (Blues & Jazz) ed ai suoi derivati soul, funk, black music, hip hop.

Cosa ti dà l’insegnamento dal punto di vista professionale e umano?
Molto divertimento innanzitutto, è bello vedere un musicista partire da zero, imparare le primissime cose sullo strumento e dopo qualche lezione sentire dei veri giri di basso! Si crea sempre un ottimo rapporto di stima e amicizia, inoltre si ride abbastanza, forse perché sono un grande cialtrone? Forse si..

Cosa pensi di lasciare a chi verrà dopo di te?

Mi viene in mente subito mia figlia Viola di 2anni…sto incidendo ora il mio nuovo disco totalmente dedicato a lei; si intitolerà “ABOUT VIOLA”, hanno inciso oltre 14 musicisti (tra cui Sherrita Duran, Jeff the Six, Luca Pedroni, Mauro Brunini, Luca Fraula, Marco Mengoni, Giorgia Tajè, Luca Grasso, Emiliano Romano, Paolo Mainetti): sarà pronto per la fine di aprile…non vedo l’ora! Credo rimarrà per tutta la sua vita un ricordo del suo papacco (così mi chiama all’inizio di una canzone) grazie a questo cd. Per lei il mio lavoro è fare “Dun Dun Dun” (onomatopea del suono del mio basso) e dice sempre: “Papacco tu dun dun dun?” Quando sto andando al lavoro… troppo forte!

Maria Giovanna Farina